solstizio d'inverno

5 Consigli di Naturopatia e molte curiosità sul Solstizio d’Inverno 2020

Bene, vediamo insieme 5 consigli di Naturopatia da attuare da subito per questo inverno e approfondiamo molte curiosità legate a questo Solstizio d’inverno che è davvero un momento dell’anno magico…

Questo Natale così diverso vi rende di cattivo umore? Non riuscite ad avvertire la magia dello spirito natalizio? Sursum corda, dicevano gli antichi per farsi forza: in alto i cuori. Perché il cielo ci offre un paio di regali, quasi a compensare un po’, almeno metaforicamente, le difficoltà e i drammi di questo 2020 che salutiamo molto volentieri.

Nel 2020 il Solstizio d’inverno arriva il 21 dicembre alle ore 11 e 02 minuti, dei nostri orologi.

E ci regala una meravigliosa congiunzione tra Giove e Saturno che dopo il tramonto appariranno così vicini uno all’altro da sembrare un unico astro. Uno spettacolo che non si vedeva dai tempi di Galileo. Ecco tutto quello che c’è da sapere sul giorno più corto dell’anno, che segna l’inizio dell’inverno, ma anche la rinascita del sole. 

Vedremo i consigli di naturopatia ed anche le feste legate a questo passaggio magico nel mondo.

Il solstizio d’inverno è il giorno più corto dell’anno per tutti i luoghi dell’emisfero boreale e il più lungo per quelli dell’emisfero australe. Il 21 dicembre a Roma, si registreranno 9 ore e 7 minuti di luce, a Milano 8 ore e 46 minuti.

Ricordo che le stagioni dipendono principalmente da come arriva l’energia dal Sole a una certa latitudine. La Terra ruota su sé stessa, come una trottola: è il moto di rotazione, grazie al quale vediamo il Sole sorgere dall’oriente e tramontare verso occidente.

solstizio inverno inclinazione terra

Il Solstizio, le piante e la Naturopatia

In natura tutto sembra fermarsi: gli alberi sono completamente spogli, i campi arati sono nudi e molti animali si ritirano nelle loro tane per il periodo del letargo. Così anche gli essere umani, in maniera naturale, sceglie di trascorrere più tempo nella propria casa al caldo, nella quiete (anche se quest’anno è meno spontanea del solito).

In Medicina Tradizionale Cinese

In medicina tradizionale cinese l’inverno corrisponde all’estremo Yin.
L’energia legata a questa stagione è quella dell’elemento Acqua.
L’energia perde forma, scorre verso il basso penetrando nella profondità, nel buio, per trasformarsi. Morire per rinascere in una nuova forma.
È il momento del silenzio, dell’ascolto sottile, di comprendere cosa seminare per far sì che qualcosa di nuovo possa sbocciare in primavera.
Il seme, nell’oscurità della terra, porta dentro di sè il profumo di quello che è stato per lasciarlo andare e dare forma al nuovo, così come i germogli su alcuni alberi sono il ricordo che nulla si crea o si distrugge, tutto si trasforma.

L’organo Yin collegato a questa stagione sono i Reni, nei quali viene tesaurizzata la nostra energia vitale: il Jing.
Il Jing è quella forza, che ci viene donata alla nascita, che ci identifica e ci consente di esistere individui unici, e che durante la vita può essere solo consuma. Infatti imparare a preservare il Jing fa parte dei segreti per la longevità che puoi scoprire qui-> guarda il video

Le piante in inverno

Alle piante che sfidando il freddo invernale veniva concesso di restare verdi e di fruttificare, sono state assegnate molteplici valenze terapeutiche e propiziatorie

Tra queste, i Celti avevano eletto la pianta del Vischio, quale vegetale simbolico del solstizio d’inverno. Secondo la tradizione celtica fu Rama a scoprire le proprietà terapeutiche del vischio: questo giovane druido, addormentandosi sotto un albero di quercia ebbe in sogno la rivelazione del modo in cui avrebbe potuto vincere una grave epidemia, usando proprio il vischio.

Svegliatosi preparò un infuso a base di vischio che cresceva sulla quercia e riuscì a salvare il suo popolo.

Con riferimento alle signature, la similitudine della polpa appiccicosa delle bacche del vischio con lo sperma, veniva considerata apportatrice di fertilità, ecco perché in molti Paesi le donne sterili mangiavano alcune foglie di vischio raccolte al solstizio d’inverno, per poter procreare.

Un’altra usanza terapeutica consisteva nel conservare i carboni e le ceneri del ceppo di Natale per curare il gonfiore delle ghiandole; inoltre tali resti proteggevano la casa dal fuoco e dai fulmini.

Anche alle foglie e bacche dell’Agrifoglio venivano attribuite numerose proprietà terapeutiche.

In generale, al solstizio d’inverno è sempre stato assegnato un valore preventivo per quanto riguarda la salute e il benessere, tramite l’introspezione e la presa di coscienza di una vita futura all’insegna dell’amore; d’altronde il Natale dovrebbe essere la festa della convivialità e dell’amicizia.

Ecco 5 consigli di naturopatia

Quindi ecco alcuni consigli naturopatici per approfittare al meglio di quanto questa stagione ci offre:

1️⃣ La meditazione è uno dei migliori strumenti di pulizia e rinnovamento interiore. Con i miei clienti la faccio praticare spesso alla fine delle sedute di posturale, ma è molto più efficace come pratica personale quotidiana.

2️⃣ Fai movimento, sport, qualsiasi tipo di attività fisica, meglio se quotidianamente: ci permette di riscaldarci e di evitare ristagni (sistema linfatico e circolazione del qi). Cerca di vincere la pigrizia che ci assale per il freddo e il brutto tempo e passa qualche ora all’aria aperta, facendo sport o anche solo una passeggiata spinta. Magari concediamoci qualche passeggiata nei boschi, in montagna, in campagna o al mare e sperimentiamo il silenzio che questa stagione ci dona. Nel silenzio incontriamo noi stessi!

3️⃣ Regalati un massaggio riscaldante che aiuti a disperdere il freddo della stagione. (Se sei a Milano contattaci qui)

4️⃣ Approcciati a discipline e percorsi personalizzati che sono in grado di aiutarci a portare luce alle stanze più buie del nostro essere, così da seminare dentro di noi qualcosa che possa fiorire rigogliosamente in primavera come Yoga, meditazione, percorsi di crescita personale —>Guarda questo video corso gratuito!

5️⃣ “Sii come l’acqua” come diceva Bruce Lee. Aprirsi all’energia invernale significa essere come l’acqua, calma e quieta, capace di adattarsi a qualsiasi forma, ma anche così forte da scavare la roccia.

Solstizio d’inverno 2020 e la grande congiunzione tra Giove e Saturno

Il 21 dicembre 2020, subito dopo il primo tramonto dell’inverno, Giove e Saturno appariranno così vicini a noi che li osserviamo dalla Terra, da sembrare un unico luminosissimo pianeta. È la Grande Congiunzione, annunciata dal loro avvicinamento, chiamato anche poeticamente Bacio astrale, o planetario, ed è un fenomeno che si verifica ogni 20 anni circa.

La congiunzione avviene nella costellazione del Capricorno, vicino al confine con quella del Sagittario, con i pianeti bassi prossimi a tramontare anch’essi. È fondamentale avere sgombro l’orizzonte sud occidentale, sperando poi che la foschia di stagione e la nuvolaglia di passaggio non rovinino la festa. Altrimenti sarà per la prossima volta: per una congiunzione analoga tra Giove e Saturno basterà aspettare il 15 marzo 2080… 

Meteo permettendo, la congiunzione sarà visibile a occhio nudo, in questo caso i due pianeti appariranno sovrapposti, a chi  invece osserverà il cielo con un telescopio o un binocolo sembreranno danzare uno accanto all’altro, distinti.

Saturno e Giove, poi, sono i pianeti più grandi del sistema solare, quindi considerati i più potenti e influenti fin dai tempi antichi.

La Stella di Natale di cui si parla in questi giorni sui media fa riferimento alla vicinanza dell’evento astronomico alla festività, ma anche alla teoria secondo la quale a guidare i Re Magi non fu una cometa, che non è nominata nella bibbia, ma proprio un raro avvicinamento tra Giove e Saturno.

Curiosità:

Il famoso astronomo tedesco Johanes Kepler (Keplero), riferì nel 1614 che la “stella o cometa di Betlemme” avrebbe potuto essere una splendida congiunzione tra Giove e Saturno

Infatti non una congiunzione qualsiasi, bensì la rarissima “congiunzione tripla”, che si verifica ogni 800 anni circa

Nel 7 a.C. avvenne una congiunzione di Giove e Saturno, nella costellazione dei Pesci. Il calendario che usiamo risente di errori di calcolo compiuti quando venne stabilito, per cui la nascita di Gesù sarebbe avvenuta proprio tra il 7 e il 4 a.C. e non nel mitico “anno zero”. Inoltre c’è la suggestione della costellazione dei Pesci, perché il pesce è un antico simbolo del Cristo.

Perché abbiamo l’idea della cometa sulla capanna di Betlemme?

Perché la dipinse Giotto nella cappella degli Scrovegni.

Ma perché Giotto la dipinse?

Perché nel 1301 era passata la cometa di Halley, Giotto ne era rimasto abbagliato. Ma dai calcoli la cometa di Halley è passata il 12 a.c. quindi non poteva essere lei a guidare i Re Magi. Astrologicamente non ci sono indicazioni di comete brillanti in quel periodo, quindi cos’altro poteva essere?

La cosa più probabile potrebbe essere proprio una congiunzione planetaria. Quella di Giove e Saturno avvenuta il 12 dicembre del 7 a.c. e visto che i Magi andavano da Gerusalemme a Betlemme, cioè verso Sud, erano proprio nella direzione della congiunzione.

Wow!

Solstizio d’inverno: dai Saturnali a Stonehenge

Nell’antica Roma i Saturnali si celebravano ogni anno, dal 17 al 23 dicembre, in onore di Saturno, il dio dell’età dell’oro, quando gli uomini vivevano felici, nell’abbondanza e uguaglianza. C’era l’usanza di scambiarsi auguri e doni.

Poi, l’imperatore Aureliano istituì il culto del Sol Invictus, del Sole  invincibile, nel giorno del 25 dicembre: una festa che successivamente il Cristianesimo ha assorbito e fatta sua.

Nella tradizione germanica e celtica il solstizio d’inverno coincideva con la festa di Yule: venivano accesi fuochi, si banchettava. Il vischio come simbolo del Natale sembrerebbe derivare proprio da Yule. 

Stonehenge, il monumento preistorico nel Wiltshire, in Inghilterra, ogni anno il giorno del solstizio d’inverno si radunano migliaia di persone.

Ma anche in India, Cina e Giappone, come in Iran, nel mese di dicembre si celebrano tutt’ora feste legate al solstizio d’inverno, vediamole…

Il Solstizio nelle varie parti del Mondo

CINA

In Cina e altri parti dell’Oriente il Dongzhi Festival è la festa del solstizio d’inverno, si celebra tra il 21 e il 23 dicembre. Per la visione orientale il solstizio rappresenta un momento di armonia, come ho scritto qui sopra, un punto di incontro tra il culmine di freddo e oscurità, caratteristiche dello Yin, e la loro trasformazione nel loro opposto, Yang.

GIAPPONE

Fra i riti legati al solstizio Solstizio d’inverno c’è il giapponese Yuzu-yu: un rituale rilassante e propiziatorio, un bagno con il particolare agrume, grande come un mandarino, immerso nell’acqua, utilizzato anche per il suo effetto riscaldante che scongiura le malattie dei mesi freddi.

IRAN

Shab-e Yalda Yalda, che significa notte della natività, è una tradizione millenaria dell’Iran. Una festa pre-islamica celebrata ancora giorno nel giorno più corto dell’anno e legata alla divinità zoroastriana del sole e della luce chiamata Mithra. Amici e familiari si riuniscono: si accedono candele, si leggono poesie (inn particolare di Hafez ), si mangiano noci e frutta, soprattutto melograni e angurie. 

INDIA

La più celebre Diwali, la festa della luce che simboleggia la vittoria del bene sul male, appartiene al grande gruppo di celebrazioni e tradizioni legate al solstizio e alla rinascita del Sole che torna a risalire nel cielo dopo aver toccato il punto più basso.

IRLANDA

Nella contea di Meath, in Irlanda, la tomba a corridoio di Newgrange è una delle aree archeologiche più sorprendenti d’Europa: è stata costruita 500 anni prima delle piramidi di Giza e 1.000 anni prima di Stonehenge.

Nel giorno del solstizio d’inverno, all’alba, questa tomba viene illuminata in un modo unico e speciale: la luce del sole penetra all’interno, percorre il corridoio di 19 metri per poi inondare la camera sepolcrale più interna, dove solitamente un gruppetto di visitatori aspetta  lo spettacolo nell’oscurità.

INGHILTERRA

In Inghilterra oltre a Stonehenge ci sono diversi festival:

Burning the Clocks è un festival che si svolge a Brighton la notte del solstizio da quasi 30 anni. Una rivisitazione delle tradizionali celebrazioni legate all’arrivo dell’inverno, promossa con fini benefici e per invitare la comunità a unirsi nei giorni delle festività di Natale indipendentemente dalla fede o dal credo.

Danze, fuochi, cortei in costume anche a Penzance, in Cornovaglia dove il Montol Festival, nel giorno del solstizio d’inverno, è un revival di antichi riti e tradizioni legati a questo momento cruciale dell’anno, che quest’anno non si potrà ripetere per il virus.

Per concludere

Quindi ora metti in pratica i consigli di naturopatia, guarda questo video, se sei in tempo goditi la congiunzione tra Giove e Saturno e soprattutto prenditi sempre cura del tuo benessere in modo naturale.

Buone Feste e buon inverno!

Al tuo benessere,

Luigi Totaro

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